Anno di pubblicazione: 2009

Informazioni:

Aldo, Ampelio, Gino e Pilade, i quattro pensionati-detective di Pineta affondano in questa nuova avventura fra un pettegolezzo, una bevuta e quattro risate, rompendo la monotonia della placida vita di provincia con arguzia e ironia. E dimostrando alla fine che la scienza serve, anche tra i tavolini di un bar.

«Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo», sbotta disperato Massimo il barrista. Ma è impossibile sottrarsi al nuovo intrigo in cui stanno per trascinarlo i quattro vecchietti del BarLume: nonno Ampelio, il Rimediotti, il Del Tacca del Comune, Aldo il ristoratore. Dalla vendita sottoprezzo di una villa lussuosa, i pensionati, investigatori per amor di maldicenza, sono arrivati a dedurre l’omicidio del vecchio proprietario, morto, ufficialmente, di un male rapido e inesorabile. Massimo il barrista, ormai in balìa dei vecchietti che stanno abbarbicati tutto il giorno al tavolino sotto l’olmo del suo bar nel paese immaginario e tipico di Pineta, al solito controvoglia trasforma quel fiume di malignità e di battute in una indagine. Il suo lavoro d’intelletto investigativo si risolve grazie a un’intuizione che permette di ristrutturare le informazioni, durante un noioso ricovero ospedaliero: proprio come avviene nei classici del giallo deduttivo. E a questo genere apparterrebbero, data la meccanica dell’intreccio, i romanzi del BarLume, se non fosse per le convincenti innovazioni che vi aggiunge Marco Malvaldi. La situazione comica dei quattro temibili vecchietti che sprecano allegramente le giornate tra battute diatribe e calunnie, le quali fanno da base informativa e controcanto farsesco al mistero. La feroce satira che scioglie nell’acido ogni perbenismo ideologico. La rappresentazione, umoristica e aderente insieme, della realtà della provincia italiana nel suo localismo, nel suo vitalismo e nel suo eccentrico civismo, incarnata in un paesino balneare della costa toscana, da dove passano e ripassano i personaggi di una commedia di costume in forma di giallo.

Tre cose solamente m’ènno in grado - Cecco Angiolieri
Cecco Angiolieri

Tre cose solamente m’ènno in grado

Tre cose solamente m’ènno in grado,

le quali posso non ben ben fornire,

cioè la donna, la taverna e ‘l dado:

queste mi fanno ‘l cuor lieto sentire.

 

Ma sì mme le convene usar di rado,

ché la mie borsa mi mett’ al mentire;

e quando mi sovien, tutto mi sbrado,

ch’i’ perdo per moneta ‘l mie disire.

 

E dico: ” Dato li sia d’una lancia! “,

ciò a mi’ padre, che mmi tien sì magro,

che tornare’ senza logro di Francia.

 

Ché fora a torli un dinar più agro,

la man di Pasqua che ssi dà la mancia,

che far pigliar la gru ad un bozzagro.


Alexander Throckmorton - Lee Masters, Antologia di Spoon River
Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River

Quando ero giovane,

avevo ali forti e instancabili,

ma non conoscevo le montagne.

Quando fui vecchio,

conobbi le montagne,

ma le ali stanche non tennero più dietro alla visione.

Il genio è saggezza e gioventù.



  

Alfredo Gallo da Palermo

10-04-2017 18:50
Volevo solo segnalare una imprecisione (non so se tua o della Sellerio). Nel tuo sito questo libro porta la data di pubblicazione 2009, mentre nel sito della Sellerio (e sul libro) l'anno è 2012. Resta il fatto che sono un tuo fan e che ho letto tutti i tuoi libri e gustato a pieno la serie del BarLume sul piccolo schermo. Spero di poterti incontrare (nuovamente) alla prossima edizione di "Una marina di libri" a Palermo che si terrà a Giugno. Un saluto e continua sempre così.
  

Anonimo

12-04-2017 13:58
Grazie, a volte ci sfugge qualcosa, un arrivederci a presto!
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